Quando la tradizione diventa preoccupazione.... - BLOG-CONNECTION

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A volte, la tradizione non riesce a unirsi alla "digital comunication", anzi, va quasi sempre in netto contrasto e anche la storia subisce questa considerazione. 



Nell'articolo di oggi, parleremo appunto di questo, prendendo a tema, uno dei posti più incantevoli dal punto di vista storico e di tradizione del basso Salento, dove, la tradizione, la storia, non riesce a stare a passo con i tempi. Non solo non riesce a stare a passo con i tempi, ma si scontra con quella considerazione, che non vede unire, la tecnologia, alla forza predominante della storia. 

La storia, la cultura, la tradizione, sono le anime di un paese, di una nazione, di una collettività, rappresentano anche il biglietto da visita per quelle persone che decidono di visitare questi luoghi, che in alcuni casi, sono perfettamente incantevoli. Basta pensare alle meraviglie del Salento, alle meraviglie del sud d'Italia,  e di tutta l'Italia. Ebbene, nonostante queste bellezze, la tecnologia, e soprattutto, nell'era che stiamo vivendo, la storia, la tradizione, la cultura, sembrano espressioni degli anni delle due grandi guerre mondiali. 

La tecnologia, in questi anni, ha creato quella che spesso, e non sono solo io a dirlo, ma illustri pensatori, sociologi, filosofi, viene evidenziata con il termine "dipendenza". Una dipendenza dell'uso della tecnologia e dei mezzi di nuovissima generazione. Il prossimo lunedì su Rai Tre, durante il format televisivo "Presa Diretta", si parlerà del tema legato all'uso complessivo delle tecnologia. Il nome della puntata sarà "Iperconnessi". Una puntata da non perdere, perché d'altronde siamo un po' tutti iperconessi!!

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E allora...non giriamo troppo intorno alla questione, data che è stata già ampiamente dibattuta su questi blog, e andiamo a considerare dapprima il fenomeno più da vicino, con un esempio che possa essere utili per tutti. 

Parliamo di "Giurdignano", uno dei giardini megalitici più grandi d'Europa!!

Giurdignano, comunità vicina a una città più belle del mediterraneo, Otranto, fu in epoca megalitica, una delle città più sviluppate. Ci sono molte testimonianze che certificano che Giurdignano, un tempo, fu molto produttiva e fu una parentesi della crescita collettiva dell'uomo. Ciò è dato, dalla presenza, in questa comunità, di reperti storici ancora studiati da molti scienziati e appassionati della materia, che cercando da anni di trovare la giusta collocazione al mistero di tali costruzioni. Sto parlando ovviamente dei "Dolmen e dei Menhir". Nonostante, gli studi degli ultimi anni, e nonostante la considerazione della comunità scientifica internazionale, non si comprende appieno il loro utilizzo. Da una parte si dice, anche grazie all'opera scientifica, che i "Dolmen", forse erano luoghi di sepoltura degli uomini, e che i "Menhir", rappresentato nella foto sopra inserita, indicassero il passare delle ore, grazie alla loro posizione che rifletteva i raggi del sole in un punto preciso, o che siano anche, ad indicare grazie alla loro conformazione geografica le costellazioni. Insomma, un mistero che oltre ad avere una visione storico tradizionale a anche una netta visione leggendaria e mitologica. In paese, si narrano le più leggendarie tradizioni su l'uso di questi manufatti, che ancor oggi, vivono nel loro mistero più puro. 

Delle costruzioni dove sembra che il tempo non sia mai passato, ma dà l'impressione che si sia fermato nonostante la presenza del nuovo millennio.

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In questo nuovo millennio, non v'è più alcuno interesse nei confronti di questi elementi che rappresentano il passaggio storico di una civiltà che hai tempi era altamente produttiva. A oggi, un po' tutti, abbiamo esigenze diverse, anche dettate dall'uso che i sistemi mobile che portiamo dietro la nostra vita e i social network, hanno creato. Ci facciamo, i selfie, ci facciamo le foto da pubblicare nelle nostre storie, facciamo le dirette, vicino a questi luoghi, ma non perché siamo convinti che essi rappresentano noi stessi e la collettività, ma perché è normale avvicinarsi a un monumento e fare in automatico uno stacco, da far vedere complessivamente a chi ci segue sui social.

Il seguito sui social, e il possibile coinvolgimento di fan o presunti tali, ha modificato il rapporto esistente tra la storia e il concetto stesso di storia. I giovani, non pensano più a rappresentare il loro mondo al cospetto dell'altro mondo, ma pensano di rappresentare se stessi. La dipendenza dai social, ci ha portati a essere più egoisti e più amanti di noi stessi, al cospetto del bene pubblico o del bene storico. Ma non è una questione prettamente legata alla tecnologia, ma è essenzialmente, una visione diversa nell'educare. In Italia, siamo passati da un periodo di fama, di miseria, di sfruttamento, a un periodo di massima emancipazione che ha prodotto il così detto "miracolo italiano". Siamo passati dal cercare per avere, ad avere senza cercare e spostando la scala degli elementi si sono divisi anche i dividendi. Si è passati dal crescere per avere, al crescere già avendo e ciò a fatto perdere la bussola.

Il miglioramento che è stato prodotto, ha portato nelle mente di noi tutti, una netta corsa al soffocamento dell'altro, a far vedere che ciò che abbiamo noi non è uguale ad un altro e che è solo nostro. Ci siamo fatti annebbiare la mente, perdendo di vista il bene dei nostri figli e il bene di un'intera nazione o comunità.


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Alessandro Bagnato:
Founder di BlogConnection

Sono nato a Milano il 20.08.84, ma le mie origini sono prettamente calabre.  Attualmente vivo con la mia famiglia (vedi foto in basso),  in provincia di Lecce, in un angolo di paradiso vicino alla bellissima città dei Martiri, ossia, Giurdignano.  Un oriundo della terra pugliese. In Calabria, precisamente in provincia di Vibo Valentia, ho il lato più bello della mia vita, la mia famiglia d'origine che ogni tanto, quanto il tempo e il lavoro lo permette, vado a trovare.

Prima gli studi universitari, svolti all'Università degli Studi della Calabria, ad Arcavacata in provincia di Cosenza, che mi portarono a conseguire il 23.05.2012, la Laurea in Filosofia e Scienze Umane, e poi gli aspetti lavorativi, contribuirono a farmi spostare dalla mia terra per cercare di trovare fortuna altrove. Grazie a questi cambiamenti, nel 2009 conobbi, per caso, si può dire, quella donna, oggi compagna, amica, moglie, e mamma stupenda che mi ha permesso tra le oltre cose di fare della modifiche totali alla mia vita. E nel 2015, mi ha regalato, la pietra più preziosa della mia vita, che è mio figlio che ha attualmente tre anni e mezzo.

Questi anni, tra le altre cose, mi hanno permesso grazie agli studi umanistici di scrivere di sana pianta due testi a carattere di saggio filosofico. Testi che sono il risultato di attenti analisi e di osservazioni quotidiane sui comportamenti umani e soprattutto adolescenziali, legati, al tempo che stiamo vivendo. Un saggio è stato pubblicato con l'Arduino Sacco Editori, dal titolo "Tra etica e morale", un altro lo pubblicai con la Booksprint Edizioni, dal titolo "Le finestre dei pensieri". Quest'ultimo, fu scaricato nella sua versione e-book, da più di 4mila persone, ed è un saggio che gravita intorno alla figura del pensiero.

Per le altre info sulla biografia di Alessandro Bagnato clicca qui!





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Quando la tradizione diventa preoccupazione....

A volte, la tradizione non riesce a unirsi alla "digital comunication", anzi, va quasi sempre in netto contrasto e anche la storia subisce questa considerazione. 



Nell'articolo di oggi, parleremo appunto di questo, prendendo a tema, uno dei posti più incantevoli dal punto di vista storico e di tradizione del basso Salento, dove, la tradizione, la storia, non riesce a stare a passo con i tempi. Non solo non riesce a stare a passo con i tempi, ma si scontra con quella considerazione, che non vede unire, la tecnologia, alla forza predominante della storia. 

La storia, la cultura, la tradizione, sono le anime di un paese, di una nazione, di una collettività, rappresentano anche il biglietto da visita per quelle persone che decidono di visitare questi luoghi, che in alcuni casi, sono perfettamente incantevoli. Basta pensare alle meraviglie del Salento, alle meraviglie del sud d'Italia,  e di tutta l'Italia. Ebbene, nonostante queste bellezze, la tecnologia, e soprattutto, nell'era che stiamo vivendo, la storia, la tradizione, la cultura, sembrano espressioni degli anni delle due grandi guerre mondiali. 

La tecnologia, in questi anni, ha creato quella che spesso, e non sono solo io a dirlo, ma illustri pensatori, sociologi, filosofi, viene evidenziata con il termine "dipendenza". Una dipendenza dell'uso della tecnologia e dei mezzi di nuovissima generazione. Il prossimo lunedì su Rai Tre, durante il format televisivo "Presa Diretta", si parlerà del tema legato all'uso complessivo delle tecnologia. Il nome della puntata sarà "Iperconnessi". Una puntata da non perdere, perché d'altronde siamo un po' tutti iperconessi!!

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E allora...non giriamo troppo intorno alla questione, data che è stata già ampiamente dibattuta su questi blog, e andiamo a considerare dapprima il fenomeno più da vicino, con un esempio che possa essere utili per tutti. 

Parliamo di "Giurdignano", uno dei giardini megalitici più grandi d'Europa!!

Giurdignano, comunità vicina a una città più belle del mediterraneo, Otranto, fu in epoca megalitica, una delle città più sviluppate. Ci sono molte testimonianze che certificano che Giurdignano, un tempo, fu molto produttiva e fu una parentesi della crescita collettiva dell'uomo. Ciò è dato, dalla presenza, in questa comunità, di reperti storici ancora studiati da molti scienziati e appassionati della materia, che cercando da anni di trovare la giusta collocazione al mistero di tali costruzioni. Sto parlando ovviamente dei "Dolmen e dei Menhir". Nonostante, gli studi degli ultimi anni, e nonostante la considerazione della comunità scientifica internazionale, non si comprende appieno il loro utilizzo. Da una parte si dice, anche grazie all'opera scientifica, che i "Dolmen", forse erano luoghi di sepoltura degli uomini, e che i "Menhir", rappresentato nella foto sopra inserita, indicassero il passare delle ore, grazie alla loro posizione che rifletteva i raggi del sole in un punto preciso, o che siano anche, ad indicare grazie alla loro conformazione geografica le costellazioni. Insomma, un mistero che oltre ad avere una visione storico tradizionale a anche una netta visione leggendaria e mitologica. In paese, si narrano le più leggendarie tradizioni su l'uso di questi manufatti, che ancor oggi, vivono nel loro mistero più puro. 

Delle costruzioni dove sembra che il tempo non sia mai passato, ma dà l'impressione che si sia fermato nonostante la presenza del nuovo millennio.

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In questo nuovo millennio, non v'è più alcuno interesse nei confronti di questi elementi che rappresentano il passaggio storico di una civiltà che hai tempi era altamente produttiva. A oggi, un po' tutti, abbiamo esigenze diverse, anche dettate dall'uso che i sistemi mobile che portiamo dietro la nostra vita e i social network, hanno creato. Ci facciamo, i selfie, ci facciamo le foto da pubblicare nelle nostre storie, facciamo le dirette, vicino a questi luoghi, ma non perché siamo convinti che essi rappresentano noi stessi e la collettività, ma perché è normale avvicinarsi a un monumento e fare in automatico uno stacco, da far vedere complessivamente a chi ci segue sui social.

Il seguito sui social, e il possibile coinvolgimento di fan o presunti tali, ha modificato il rapporto esistente tra la storia e il concetto stesso di storia. I giovani, non pensano più a rappresentare il loro mondo al cospetto dell'altro mondo, ma pensano di rappresentare se stessi. La dipendenza dai social, ci ha portati a essere più egoisti e più amanti di noi stessi, al cospetto del bene pubblico o del bene storico. Ma non è una questione prettamente legata alla tecnologia, ma è essenzialmente, una visione diversa nell'educare. In Italia, siamo passati da un periodo di fama, di miseria, di sfruttamento, a un periodo di massima emancipazione che ha prodotto il così detto "miracolo italiano". Siamo passati dal cercare per avere, ad avere senza cercare e spostando la scala degli elementi si sono divisi anche i dividendi. Si è passati dal crescere per avere, al crescere già avendo e ciò a fatto perdere la bussola.

Il miglioramento che è stato prodotto, ha portato nelle mente di noi tutti, una netta corsa al soffocamento dell'altro, a far vedere che ciò che abbiamo noi non è uguale ad un altro e che è solo nostro. Ci siamo fatti annebbiare la mente, perdendo di vista il bene dei nostri figli e il bene di un'intera nazione o comunità.


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Sono nato a Milano il 20.08.84, ma le mie origini sono prettamente calabre.  Attualmente vivo con la mia famiglia (vedi foto in basso),  in provincia di Lecce, in un angolo di paradiso vicino alla bellissima città dei Martiri, ossia, Giurdignano.  Un oriundo della terra pugliese. In Calabria, precisamente in provincia di Vibo Valentia, ho il lato più bello della mia vita, la mia famiglia d'origine che ogni tanto, quanto il tempo e il lavoro lo permette, vado a trovare.

Prima gli studi universitari, svolti all'Università degli Studi della Calabria, ad Arcavacata in provincia di Cosenza, che mi portarono a conseguire il 23.05.2012, la Laurea in Filosofia e Scienze Umane, e poi gli aspetti lavorativi, contribuirono a farmi spostare dalla mia terra per cercare di trovare fortuna altrove. Grazie a questi cambiamenti, nel 2009 conobbi, per caso, si può dire, quella donna, oggi compagna, amica, moglie, e mamma stupenda che mi ha permesso tra le oltre cose di fare della modifiche totali alla mia vita. E nel 2015, mi ha regalato, la pietra più preziosa della mia vita, che è mio figlio che ha attualmente tre anni e mezzo.

Questi anni, tra le altre cose, mi hanno permesso grazie agli studi umanistici di scrivere di sana pianta due testi a carattere di saggio filosofico. Testi che sono il risultato di attenti analisi e di osservazioni quotidiane sui comportamenti umani e soprattutto adolescenziali, legati, al tempo che stiamo vivendo. Un saggio è stato pubblicato con l'Arduino Sacco Editori, dal titolo "Tra etica e morale", un altro lo pubblicai con la Booksprint Edizioni, dal titolo "Le finestre dei pensieri". Quest'ultimo, fu scaricato nella sua versione e-book, da più di 4mila persone, ed è un saggio che gravita intorno alla figura del pensiero.

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