Hikikomori...dilaga anche in Italia! - BLOG-CONNECTION

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Se ne parla molto, ma ancora poco si sa di questo fenomeno. Si tratta di una “tendenza” che riguarda i ragazzi, anche italiani e la parola significa “stare in disparte”. L'Hikikomori parte dal Giappone, ma come detto riguarda anche molti giovani italiani e addirittura adolescenti, si parla infatti di una di età tra i 14 e i 25 anni.




Se per il Giappone la stima parla di 1 milione di casi, in Italia siamo a circa 100 mila, ma cos'è l'Hikikomori? Sono ragazzi che decidono di isolarsi da tutto e tutti, dalla scuola, dalla famiglia, dagli amici, che consapevolmente scelgono di non studiare più, non lavorare ed invertire i ritmi di vita normali, dormendo di giorno e restando svegli invece la notte, il tutto fra le pareti della loro stanza.

Nelle ore notturne l'unico “aggancio” con il mondo sono i social network, ma anche l'uso spasmodico di tv e videogiochi. A scatenare questo comportamento, come detto ancora poco conosciuto, possono essere diversi fattori. Il primo è il bullismo, visto che molti Hikikomori decidono di ritirarsi dal mondo dopo aver subito qualche atto da parte dei bulli a scuola, oppure dei brutti voti, ma le cause che portano un ragazzo a vivere in questo modo sono ancora ignote, anche se la crisi economica e la mancanza di lavoro possono aver contribuito, così come la necessità di essere sempre connessi e di raggiungere il successo nella vita. Obiettivi che per alcuni ragazzi sono troppo e, per evitare la pressione delle aspettative, preferiscono isolarsi dal mondo.





Anche le ragazze sono Hikikomori. In Italia, a differenza del Giappone dove il fenomeno risulta prettamente maschile, anche le femmine decidono di vivere in questo modo, in un rapporto di circa 70-30 tra maschi e femmine.

L'Hikikomori è un vero e proprio disagio e non la voglia dei ragazzi e dei giovani di non fare nulla della propria vita, per questo motivo bisogna intervenite subito appena si manifesta questa tendenza. Spesso la prima mossa è quella di togliere la possibilità ai ragazzi di interagire con Internet o altri dispositivi elettronici, cosa sbagliata perché è quello, per il momento, l'unico contatto con l'esterno, anche se sarà essenziale verificare che non si abusi di questa sorta di “via di fuga”.

Che fare? Oltre naturalmente alla famiglia che deve dare un supporto, in Italia è attiva l'associazione Hikikomori Italia, raggiungibile al sito
http://www.hikikomoriitalia.it dove è possibile saperne di più su questo fenomeno, sensibilizzare e soprattutto per i ragazzi discutere in chat regionali (l'Hikikomori è differente per il nord e il sud Italia) e confrontarsi con altri ragazzi, un modo per essere meno isolati e trovare sostegno per uscire dal tunnel della solitudine.

Lara Zavatteri

…………………………………………………………………………………………………………


Lara Zavatteri: classe 1980, residente nel paese di Mezzana in valle di Sole (Trentino). Giornalista pubblicista, blogger e scrittrice, scrive da anni per il cartaceo e il web e oltre ai suoi libri ha partecipato a diverse antologie collettive, ogni anno con i suoi libri porta avanti iniziative benefiche. Tutte le sue attività sul blog www.larazavatteri.blogspot.com, per contatti larazavatteri@gmail.com





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Hikikomori...dilaga anche in Italia!

Se ne parla molto, ma ancora poco si sa di questo fenomeno. Si tratta di una “tendenza” che riguarda i ragazzi, anche italiani e la parola significa “stare in disparte”. L'Hikikomori parte dal Giappone, ma come detto riguarda anche molti giovani italiani e addirittura adolescenti, si parla infatti di una di età tra i 14 e i 25 anni.




Se per il Giappone la stima parla di 1 milione di casi, in Italia siamo a circa 100 mila, ma cos'è l'Hikikomori? Sono ragazzi che decidono di isolarsi da tutto e tutti, dalla scuola, dalla famiglia, dagli amici, che consapevolmente scelgono di non studiare più, non lavorare ed invertire i ritmi di vita normali, dormendo di giorno e restando svegli invece la notte, il tutto fra le pareti della loro stanza.

Nelle ore notturne l'unico “aggancio” con il mondo sono i social network, ma anche l'uso spasmodico di tv e videogiochi. A scatenare questo comportamento, come detto ancora poco conosciuto, possono essere diversi fattori. Il primo è il bullismo, visto che molti Hikikomori decidono di ritirarsi dal mondo dopo aver subito qualche atto da parte dei bulli a scuola, oppure dei brutti voti, ma le cause che portano un ragazzo a vivere in questo modo sono ancora ignote, anche se la crisi economica e la mancanza di lavoro possono aver contribuito, così come la necessità di essere sempre connessi e di raggiungere il successo nella vita. Obiettivi che per alcuni ragazzi sono troppo e, per evitare la pressione delle aspettative, preferiscono isolarsi dal mondo.





Anche le ragazze sono Hikikomori. In Italia, a differenza del Giappone dove il fenomeno risulta prettamente maschile, anche le femmine decidono di vivere in questo modo, in un rapporto di circa 70-30 tra maschi e femmine.

L'Hikikomori è un vero e proprio disagio e non la voglia dei ragazzi e dei giovani di non fare nulla della propria vita, per questo motivo bisogna intervenite subito appena si manifesta questa tendenza. Spesso la prima mossa è quella di togliere la possibilità ai ragazzi di interagire con Internet o altri dispositivi elettronici, cosa sbagliata perché è quello, per il momento, l'unico contatto con l'esterno, anche se sarà essenziale verificare che non si abusi di questa sorta di “via di fuga”.

Che fare? Oltre naturalmente alla famiglia che deve dare un supporto, in Italia è attiva l'associazione Hikikomori Italia, raggiungibile al sito
http://www.hikikomoriitalia.it dove è possibile saperne di più su questo fenomeno, sensibilizzare e soprattutto per i ragazzi discutere in chat regionali (l'Hikikomori è differente per il nord e il sud Italia) e confrontarsi con altri ragazzi, un modo per essere meno isolati e trovare sostegno per uscire dal tunnel della solitudine.

Lara Zavatteri

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Lara Zavatteri: classe 1980, residente nel paese di Mezzana in valle di Sole (Trentino). Giornalista pubblicista, blogger e scrittrice, scrive da anni per il cartaceo e il web e oltre ai suoi libri ha partecipato a diverse antologie collettive, ogni anno con i suoi libri porta avanti iniziative benefiche. Tutte le sue attività sul blog www.larazavatteri.blogspot.com, per contatti larazavatteri@gmail.com





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