Da Zero a Cento... comunicare! - BLOG-CONNECTION

La Digitalizzazione non è solo smartphone!! BC è la tua agenzia di comunicazione.

Cerca in BC: interviste, articoli, comunicazione, social, web radio, digital, streaming

Da zero e cento secondi per avviare una netta e precisa conversazione. Ma perché si parte in sordina per avviare una comunicazione?

Da zero a cento, è anche il nuovo singolo della cantante italiana "Baby K", che sta spopolando in  tutte le radio, e attualmente vanta 99.147.882 visualizzazioni sul videoclip inserito su Youtube, che puoi guardare cliccando qui, ma in questo post, non parleremo del brano ma analizzeremo il tutto parlando dal punto di vista della comunicazione. 

Rispondiamo a questa domanda: Perché partiamo in sordina nell'uso della comunicazione?











Si parte in sordina, per dei motivi abbastanza semplici, e per le quali a volte, facciamo finta anche di non conoscerli. Siamo fatalmente colpiti della logica eterna del "pregiudizio", preconcetto che non ci permette di approfondire la conoscenza dell'interlocutore.  Ci fermiamo al primo aspetto e azzardiamo concetti e sillogismi senza conoscere appieno chi abbiamo di fronte. Ciò comporta che stoppiamo la comunicazione, e non avviamo tutte quelle tematiche che ci permetterebbero di trovare la giusta alchimia per la comunicazione. 

Concetti e pregiudizi che fermano anche la crescita personale di una persona che non riesce a migliorare la sua voglia di conoscenza e di sapienza, ma mette delle placche di fronte ai suoi occhi. Ancor più evidente oggi nell'era della "digital comunication", dove il pregiudizio è dovuto alla presunta popolarità di un account, di un privato, di una community. 


Una presunta popolarità, consente a chi la detiene, di far maggior pressione a chi lo segue o lo vuole seguire. Una popolarità diffusa, come quella di Chiara Ferragni, permette di influenzare e non poco sino ai livelli che noi tutti conosciamo. Un esempio è il caso dell'acqua Evian, salita alle cronache per via della grif della Ferragni e per via delle vendite delle bottiglie alla modica cifra di 8 euro. E il mondo si scontra per accaparrarsi per primo questo prodotto così pregiato. 


................................................................................................................................................

Detto questo, perché ci mettiamo del tempo per interagire?
Pensiamo un attimo alla nostra auto. Quando avviamo il quadro con la chiave, o con i nuovi sistemi di nuova generazione, quest'ultima ci mette dei secondi prima di accendersi. In egual misura facciamo noi. Prima di accendere il led della comunicazione, ci scontriamo con quei meccanismi che durano all'incirca un paio di secondi, che mettono in noi anche un puntino sospensivo, per dire... e adesso cosa...dico...!

Da zero a cento, citando il titolo della canzone di Baby K, è il lasso di tempo che impieghiamo a volte per rispondere positivamente o negativamente a questi feedback. Meccanismi che realmente non vediamo, ma che tecnicamente ci sono. Su questo lasso di tempo v'è in gioco ogni attività che facciamo. Da qui, nascono le risposte a priori che mai avremmo mai pensato di dare. Da qui, nasce il desiderio di rispondere a quei messaggi che in rete troviamo, messaggi questi che non fanno altro che attirare l'attenzione del loro possibile lettore. Attirano l'attenzione, come nel caso delle più classiche pubblicità, e attirano quella parte del nostro cervello che non sappiamo ancora controllare. Questi messaggi, sono studiati a tavolino, si può dire, per farci compiere dell'azioni che non sarebbero mai presenti nella quotidianità e nella reale personalità di ognuno. 


Infine, a noi non ci resta che far comprendere che il fumo lanciato dai social, dai presunti guru della comunicazione, dai veterani del digital marketing, anche coloro i quali, sono più vicini alle nostre idee, non fanno altro che utilizzare quei meccanismi, oserei dire, a piramide americana. 
Facciamo attenzione, quando leggiamo anche una notizia su facebook, o sugli altri social, cerchiamo di riflettere più volte possibile, per evitare che usando il metodo comune da zero a cento.


Articolo a cura di 
Alessandro Bagnato
...............................................................................................................................................


Sono nato a Milano il 20.08.84, ma le mie origini sono prettamente calabre.  Attualmente vivo con la mia famiglia (vedi foto in basso),  in provincia di Lecce, in un angolo di paradiso vicino alla bellissima città dei Martiri, ossia, Giurdignano.  Un oriundo della terra pugliese. In Calabria, precisamente in provincia di Vibo Valentia, ho il lato più bello della mia vita, la mia famiglia d'origine che ogni tanto, quanto il tempo e il lavoro lo permette, vado a trovare.


Prima gli studi universitari, svolti all'Università degli Studi della Calabria, ad Arcavacata in provincia di Cosenza, che mi portarono a conseguire il 23.05.2012, la Laurea in Filosofia e Scienze Umane, e poi gli aspetti lavorativi, contribuirono a farmi spostare dalla mia terra per cercare di trovare fortuna altrove. Grazie a questi cambiamenti, nel 2009 conobbi, per caso, si può dire, quella donna, oggi compagna, amica, moglie, e mamma stupenda che mi ha permesso tra le oltre cose di fare della modifiche totali alla mia vita. E nel 2015, mi ha regalato, la pietra più preziosa della mia vita, che è mio figlio che ha attualmente tre anni e mezzo.



Questi anni, tra le altre cose, mi hanno permesso grazie agli studi umanistici di scrivere di sana pianta due testi a carattere di saggio filosofico. Testi che sono il risultato di attenti analisi e di osservazioni quotidiane sui comportamenti umani e soprattutto adolescenziali, legati, al tempo che stiamo vivendo. Un saggio è stato pubblicato con l'Arduino Sacco Editori, dal titolo "Tra etica e morale", un altro lo pubblicai con la Booksprint Edizioni, dal titolo "Le finestre dei pensieri". Quest'ultimo, fu scaricato nella sua versione e-book, da più di 4mila persone, ed è un saggio che gravita intorno alla figura del pensiero.

Per le altre info sulla biografia di Alessandro Bagnato clicca qui!
Posta un commento

MEDIA PARTNER

ASD_SANARICA radio_waves_tricase

Da Zero a Cento... comunicare!

Da zero e cento secondi per avviare una netta e precisa conversazione. Ma perché si parte in sordina per avviare una comunicazione?

Da zero a cento, è anche il nuovo singolo della cantante italiana "Baby K", che sta spopolando in  tutte le radio, e attualmente vanta 99.147.882 visualizzazioni sul videoclip inserito su Youtube, che puoi guardare cliccando qui, ma in questo post, non parleremo del brano ma analizzeremo il tutto parlando dal punto di vista della comunicazione. 

Rispondiamo a questa domanda: Perché partiamo in sordina nell'uso della comunicazione?











Si parte in sordina, per dei motivi abbastanza semplici, e per le quali a volte, facciamo finta anche di non conoscerli. Siamo fatalmente colpiti della logica eterna del "pregiudizio", preconcetto che non ci permette di approfondire la conoscenza dell'interlocutore.  Ci fermiamo al primo aspetto e azzardiamo concetti e sillogismi senza conoscere appieno chi abbiamo di fronte. Ciò comporta che stoppiamo la comunicazione, e non avviamo tutte quelle tematiche che ci permetterebbero di trovare la giusta alchimia per la comunicazione. 

Concetti e pregiudizi che fermano anche la crescita personale di una persona che non riesce a migliorare la sua voglia di conoscenza e di sapienza, ma mette delle placche di fronte ai suoi occhi. Ancor più evidente oggi nell'era della "digital comunication", dove il pregiudizio è dovuto alla presunta popolarità di un account, di un privato, di una community. 


Una presunta popolarità, consente a chi la detiene, di far maggior pressione a chi lo segue o lo vuole seguire. Una popolarità diffusa, come quella di Chiara Ferragni, permette di influenzare e non poco sino ai livelli che noi tutti conosciamo. Un esempio è il caso dell'acqua Evian, salita alle cronache per via della grif della Ferragni e per via delle vendite delle bottiglie alla modica cifra di 8 euro. E il mondo si scontra per accaparrarsi per primo questo prodotto così pregiato. 


................................................................................................................................................

Detto questo, perché ci mettiamo del tempo per interagire?
Pensiamo un attimo alla nostra auto. Quando avviamo il quadro con la chiave, o con i nuovi sistemi di nuova generazione, quest'ultima ci mette dei secondi prima di accendersi. In egual misura facciamo noi. Prima di accendere il led della comunicazione, ci scontriamo con quei meccanismi che durano all'incirca un paio di secondi, che mettono in noi anche un puntino sospensivo, per dire... e adesso cosa...dico...!

Da zero a cento, citando il titolo della canzone di Baby K, è il lasso di tempo che impieghiamo a volte per rispondere positivamente o negativamente a questi feedback. Meccanismi che realmente non vediamo, ma che tecnicamente ci sono. Su questo lasso di tempo v'è in gioco ogni attività che facciamo. Da qui, nascono le risposte a priori che mai avremmo mai pensato di dare. Da qui, nasce il desiderio di rispondere a quei messaggi che in rete troviamo, messaggi questi che non fanno altro che attirare l'attenzione del loro possibile lettore. Attirano l'attenzione, come nel caso delle più classiche pubblicità, e attirano quella parte del nostro cervello che non sappiamo ancora controllare. Questi messaggi, sono studiati a tavolino, si può dire, per farci compiere dell'azioni che non sarebbero mai presenti nella quotidianità e nella reale personalità di ognuno. 


Infine, a noi non ci resta che far comprendere che il fumo lanciato dai social, dai presunti guru della comunicazione, dai veterani del digital marketing, anche coloro i quali, sono più vicini alle nostre idee, non fanno altro che utilizzare quei meccanismi, oserei dire, a piramide americana. 
Facciamo attenzione, quando leggiamo anche una notizia su facebook, o sugli altri social, cerchiamo di riflettere più volte possibile, per evitare che usando il metodo comune da zero a cento.


Articolo a cura di 
Alessandro Bagnato
...............................................................................................................................................


Sono nato a Milano il 20.08.84, ma le mie origini sono prettamente calabre.  Attualmente vivo con la mia famiglia (vedi foto in basso),  in provincia di Lecce, in un angolo di paradiso vicino alla bellissima città dei Martiri, ossia, Giurdignano.  Un oriundo della terra pugliese. In Calabria, precisamente in provincia di Vibo Valentia, ho il lato più bello della mia vita, la mia famiglia d'origine che ogni tanto, quanto il tempo e il lavoro lo permette, vado a trovare.


Prima gli studi universitari, svolti all'Università degli Studi della Calabria, ad Arcavacata in provincia di Cosenza, che mi portarono a conseguire il 23.05.2012, la Laurea in Filosofia e Scienze Umane, e poi gli aspetti lavorativi, contribuirono a farmi spostare dalla mia terra per cercare di trovare fortuna altrove. Grazie a questi cambiamenti, nel 2009 conobbi, per caso, si può dire, quella donna, oggi compagna, amica, moglie, e mamma stupenda che mi ha permesso tra le oltre cose di fare della modifiche totali alla mia vita. E nel 2015, mi ha regalato, la pietra più preziosa della mia vita, che è mio figlio che ha attualmente tre anni e mezzo.



Questi anni, tra le altre cose, mi hanno permesso grazie agli studi umanistici di scrivere di sana pianta due testi a carattere di saggio filosofico. Testi che sono il risultato di attenti analisi e di osservazioni quotidiane sui comportamenti umani e soprattutto adolescenziali, legati, al tempo che stiamo vivendo. Un saggio è stato pubblicato con l'Arduino Sacco Editori, dal titolo "Tra etica e morale", un altro lo pubblicai con la Booksprint Edizioni, dal titolo "Le finestre dei pensieri". Quest'ultimo, fu scaricato nella sua versione e-book, da più di 4mila persone, ed è un saggio che gravita intorno alla figura del pensiero.

Per le altre info sulla biografia di Alessandro Bagnato clicca qui!

Share This Article:

, , , , , , ,
Posta un commento