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Perché rimandiamo le nostre cose a...domani!!

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Oggi, parliamo di un argomento comune a tutti noi. 

Il rimandare, è uno dei classici "lite motive" dell'uomo, anche in chiave contemporanea. Questa, oserei dire, esigenza, non si placa neanche con l'avvento della "digital comunication". Diciamo, che è tecnicamente un'azione che compiono tutti senza neanche chiedere consiglio alla propria coscienza. 

Come recita il titolo del presente post, oggi parliamo dei motivi che ci spingono a rimandare a un tempo lontano, determinato, futuro le azioni da compiere. Credo che anche tu, almeno una volta nella vita, ti sei trovato di fronte all'esigenza di rimandare un qualcosa che in teoria dovevi fare, a un giorno stabilito o eventualmente ancora da stabilire. Ma ti sei chiesto perché si ama fare ciò, soprattutto, nel momento che si presentono quelli che in gergo, noi componenti della specie umana, chiamiamo "problemi"?

Gli studi:
Molti studiosi e pensatore, nel ricercare la chiave di lettura di questo dilemma che potremmo definirlo con una parola "Kafkiano", si sono imbattuti in congetture, sillogismi di varia natura, senza però trovare la rotonda verità che questo fardello porta con sé. Infatti, siamo giunti sino ai nostri giorni, e ancora non  siamo riusciti a trovare una risposta al fenomeno. 
In un recente studio, pubblicato da "Psicologi-Italia.it" è l'articolo lo puoi leggere da questo link , si evidenzia come un determinato soggetto, risponda in relazione a questo problema, con delle ulteriori azioni. Nell'articolo, sopra citato, ci sono varie azioni che rappresenterebbero senza ombre di dubbio, ogni singolo individuo. In base all'azione che promettiamo di fare in un lasso di tempo ben determinato, rispondiamo con congetture predeterminate che ci permettano di guadagnare quel tempo che ci separa dall'evento.

Quali sono l'effetti del rimandare?

Ci sono dei primordiali effetti che si presentano nell'atto del "rimandare", degli stadi di assoluta abnegazione con se stessi, ma che in realtà fermentano l'idea della paura del presente, del futuro e di ciò che potrebbe tutto sommato accadere. Uno dei primi stadi, che si presenta, è quello del tunnel, come nel caso della foto dimostrativa a lato.

Entriamo in un tunnel di frasi già fatte e corrisposte, senza dare una netta spiegazione. Entriamo nel tunnel della paura, ossia, ci intimoriamo già al pensiero di compiere quella determinata azione. Questo stadio, così, fortifica in noi, quella sensazione di tramandare un qualcosa che in realtà si potrebbe fare già dal momento che si e posto, anziché posticiparlo per ardue sentenze.

Ora....

Ti racconto un sorprendente episodio, che mi raccontava mio nonno, quand'ero un tenero fanciullo, ed ancora ogni tanto, gli faccio ricordare questa austera vicenda. Quello che sto per raccontare, è una vicenda, che si aggira tra la credenza popolare, la tradizione popolare, è la vita che a quel tempo si faceva.

(...) In un piccolo paese dell'attuale Comune di Briatico, viveva un tale di nome Don Nicola, con la sua amatissima moglie. Un giorno, per via della sua robustezza, Don Nicola, fu mandato dalla moglie dal medico per farsi curare. Quest'ultimo, si recò dal medico e chiese lumi per poter dimagrire e far felice, in un colpo solo anche la moglie. Il medico, valutando il paziente, gli indicò, la strada che questi doveva perseguire, ossia, Don Nicola, e gli disse: Don Nicola, le dico che lei deve seguire l'alimentazione per come abbiamo pattuito a partire da domani. Per aiutarla a iniziare questo nuovo percorso, gli scrivo su un foglio, "Il maestro Nicola, digiuna domani". Siccome la vicenda succede in Calabria, sul foglio del nostro Nicola, gli fu scritto: "mastru nicola digiuna domani". Tornando al medico, continuò nel dire a Don Nicola: adesso che va a casa, metta questo foglio sul comodino, vicino al letto dove riposa, e la domattina quando si alzerà, vedrà la scritta e capirà che dovrà digiunare. Così facendo, Don Nicola, torna a casa tutto contento e lo dice alla moglie, e si preparano per questi primi giorni. Al mattino seguente, si alza, prende il foglio e legge: <<mastru nicola digiuna domani>>. Chiama la moglie e l'avvisa. Al secondo giorno, la stessa cosa, continuando per l'intera settimana, e  Don Nicola, non avviò mai la sua dieta.

In questo racconto, è presenta la volontà del Signor Nicola, di fare un'azione, ma egli rimanda la stessa per un arco di tempo determinato, sino a quando, quell'azione che lui voleva compiere non passi tra le cose desuete e passate.

Come possiamo risolvere questo dilemma?
Una ricetta, un'indicazione, una soluzione prettamente detta non è ancora stata approvata, ma con l'aiuto di una forte autostima di se stessi, possiamo, a mio avviso, archiviare queste azioni sin dal momento che si presentano. La miglior soluzione è sempre quella di aver maggior fiducia di se stessi, maggior fiducia vuol dire una maggiore e dettagliata stima arricchisce di gran lunga il passaggio che in questa vita facciamo.
Non bisogna nascondersi dietro un problema che si manifesta, cercando di trovare delle via più semplici, più piccole e brevi. Bisogna localizzare quelle che sono le tematiche che ci spaventano, per farli rendere la forza del domani e non  permettere che queste azioni, diventano preda dell'enunciato: questa cosa la faccio domani!!  

Perché come abbiamo potuto costatare, quando rimandiamo qualcosa, cadiamo nel tranello del nostro "Don Nicola.

Ti lascio con una citazione della grandissima "Marlyin Monroe" che recita: Voler essere qualcun altro è uno spreco della persona che sei.
Quando troveremo la forza di riconoscere noi stessi, troveremo anche la chiave per non avere paure. 

Alessandro Bagnato
Founder di BlogConnection

Guarda questo interessante video
sul tema dell'articolo!!

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Perché rimandiamo le nostre cose a...domani!!

Oggi, parliamo di un argomento comune a tutti noi. 

Il rimandare, è uno dei classici "lite motive" dell'uomo, anche in chiave contemporanea. Questa, oserei dire, esigenza, non si placa neanche con l'avvento della "digital comunication". Diciamo, che è tecnicamente un'azione che compiono tutti senza neanche chiedere consiglio alla propria coscienza. 

Come recita il titolo del presente post, oggi parliamo dei motivi che ci spingono a rimandare a un tempo lontano, determinato, futuro le azioni da compiere. Credo che anche tu, almeno una volta nella vita, ti sei trovato di fronte all'esigenza di rimandare un qualcosa che in teoria dovevi fare, a un giorno stabilito o eventualmente ancora da stabilire. Ma ti sei chiesto perché si ama fare ciò, soprattutto, nel momento che si presentono quelli che in gergo, noi componenti della specie umana, chiamiamo "problemi"?

Gli studi:
Molti studiosi e pensatore, nel ricercare la chiave di lettura di questo dilemma che potremmo definirlo con una parola "Kafkiano", si sono imbattuti in congetture, sillogismi di varia natura, senza però trovare la rotonda verità che questo fardello porta con sé. Infatti, siamo giunti sino ai nostri giorni, e ancora non  siamo riusciti a trovare una risposta al fenomeno. 
In un recente studio, pubblicato da "Psicologi-Italia.it" è l'articolo lo puoi leggere da questo link , si evidenzia come un determinato soggetto, risponda in relazione a questo problema, con delle ulteriori azioni. Nell'articolo, sopra citato, ci sono varie azioni che rappresenterebbero senza ombre di dubbio, ogni singolo individuo. In base all'azione che promettiamo di fare in un lasso di tempo ben determinato, rispondiamo con congetture predeterminate che ci permettano di guadagnare quel tempo che ci separa dall'evento.

Quali sono l'effetti del rimandare?

Ci sono dei primordiali effetti che si presentano nell'atto del "rimandare", degli stadi di assoluta abnegazione con se stessi, ma che in realtà fermentano l'idea della paura del presente, del futuro e di ciò che potrebbe tutto sommato accadere. Uno dei primi stadi, che si presenta, è quello del tunnel, come nel caso della foto dimostrativa a lato.

Entriamo in un tunnel di frasi già fatte e corrisposte, senza dare una netta spiegazione. Entriamo nel tunnel della paura, ossia, ci intimoriamo già al pensiero di compiere quella determinata azione. Questo stadio, così, fortifica in noi, quella sensazione di tramandare un qualcosa che in realtà si potrebbe fare già dal momento che si e posto, anziché posticiparlo per ardue sentenze.

Ora....

Ti racconto un sorprendente episodio, che mi raccontava mio nonno, quand'ero un tenero fanciullo, ed ancora ogni tanto, gli faccio ricordare questa austera vicenda. Quello che sto per raccontare, è una vicenda, che si aggira tra la credenza popolare, la tradizione popolare, è la vita che a quel tempo si faceva.

(...) In un piccolo paese dell'attuale Comune di Briatico, viveva un tale di nome Don Nicola, con la sua amatissima moglie. Un giorno, per via della sua robustezza, Don Nicola, fu mandato dalla moglie dal medico per farsi curare. Quest'ultimo, si recò dal medico e chiese lumi per poter dimagrire e far felice, in un colpo solo anche la moglie. Il medico, valutando il paziente, gli indicò, la strada che questi doveva perseguire, ossia, Don Nicola, e gli disse: Don Nicola, le dico che lei deve seguire l'alimentazione per come abbiamo pattuito a partire da domani. Per aiutarla a iniziare questo nuovo percorso, gli scrivo su un foglio, "Il maestro Nicola, digiuna domani". Siccome la vicenda succede in Calabria, sul foglio del nostro Nicola, gli fu scritto: "mastru nicola digiuna domani". Tornando al medico, continuò nel dire a Don Nicola: adesso che va a casa, metta questo foglio sul comodino, vicino al letto dove riposa, e la domattina quando si alzerà, vedrà la scritta e capirà che dovrà digiunare. Così facendo, Don Nicola, torna a casa tutto contento e lo dice alla moglie, e si preparano per questi primi giorni. Al mattino seguente, si alza, prende il foglio e legge: <<mastru nicola digiuna domani>>. Chiama la moglie e l'avvisa. Al secondo giorno, la stessa cosa, continuando per l'intera settimana, e  Don Nicola, non avviò mai la sua dieta.

In questo racconto, è presenta la volontà del Signor Nicola, di fare un'azione, ma egli rimanda la stessa per un arco di tempo determinato, sino a quando, quell'azione che lui voleva compiere non passi tra le cose desuete e passate.

Come possiamo risolvere questo dilemma?
Una ricetta, un'indicazione, una soluzione prettamente detta non è ancora stata approvata, ma con l'aiuto di una forte autostima di se stessi, possiamo, a mio avviso, archiviare queste azioni sin dal momento che si presentano. La miglior soluzione è sempre quella di aver maggior fiducia di se stessi, maggior fiducia vuol dire una maggiore e dettagliata stima arricchisce di gran lunga il passaggio che in questa vita facciamo.
Non bisogna nascondersi dietro un problema che si manifesta, cercando di trovare delle via più semplici, più piccole e brevi. Bisogna localizzare quelle che sono le tematiche che ci spaventano, per farli rendere la forza del domani e non  permettere che queste azioni, diventano preda dell'enunciato: questa cosa la faccio domani!!  

Perché come abbiamo potuto costatare, quando rimandiamo qualcosa, cadiamo nel tranello del nostro "Don Nicola.

Ti lascio con una citazione della grandissima "Marlyin Monroe" che recita: Voler essere qualcun altro è uno spreco della persona che sei.
Quando troveremo la forza di riconoscere noi stessi, troveremo anche la chiave per non avere paure. 

Alessandro Bagnato
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