Wikipedia oscura il suo sito... - BLOG-CONNECTION

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La Comunità Europea decide di fare un cambiamento.
Wikipedia non accetta le nuove misure sulla libera informazione.

Siamo tutti profondamente connessi nel mondo, e nessuno di noi si preoccupa dell’utilità dell’informazioni che si vanno a recuperare, o a cercare, nel grande limbo dell’online e ovviamente del web. Libere informazioni create da un algoritmo che ha reso la reperibilità delle notizie a portata di tutti. Ma queste notizie, sono sempre dettate dal quel senso di verità?


Scopriamolo insieme…

Tecnicamente la reperibilità delle informazioni è ormai e quasi un gioco da ragazzi, e molte notizie sono a portata di tutti con una tale semplicità che a volte spaventa. Nel web, si possono trovare le più svariate informazioni ed è un contenitore che ha anche un senso sociale, vale a dire, chi cerca le notizie sul web e si ferma alla prima lettura, crede che quest’ultime siano vere.

Il senso di verità, quell’elemento cercato anche sin dall’antichità dai filosofi, o dall’attuali pensatori, non è ricercabile attraverso una semplice lettura di un documento su internet, ma essa può essere ravvisata però in un equilibro di libertà. Il web oltre a dare un senso di verità alle notizie, alle cose, per chi ogni giorno fa alla ricerca di fonti, è anche una valvola di libertà, che ha sancito la nascita anche di nuove forme di comunicazione, come siti, blog, e giornali d’informazioni che si occupano principalmente di dare news in tempo reale agli utenti.

In questo nuovo mondo, però esistono delle nette divergenze tra chi ha un blog, un sito, o un giornale registrato al tribunale della Regione e Provincia di pertinenza della sede legale dello stesso, con chi non fa informazione ma offre la possibilità di connettersi con il mondo. E qui mi viene in mente di mettere a confronto “Wikpedia” e, ad esempio, “Facebook”. Su quest’ultimo, si può leggere qualsiasi tipo di informazione, notizie che non sono controllate e ne filtrate, ma poiché si trovano in nel contenitore, sono ritenute  verità assolute, e chiunque può scrivere sul suo profilo qualsiasi tipo di commento o di informazione, utilizzando un percorso di libera concessione della piattaforma.  Al contrario, contenitori, come nel caso di questo blog, ossia, “Blog Connection”, non possono percepire questa stessa sensazione, ma devono attenersi alle leggi che la “Comunità Europea” impone, bloccando la libera e sacrosanta informazione.

Per questa ragione, Wikpedia ha deciso di oscurare anche in Italia, il suo canale d’informazione online, per protestare contro le prossime norme che la Comunità Europea, dovrebbe approvare nel Parlamento di Bruxelles, sulla libera informazione.  Un provvedimento che sarà deciso il 5 luglio del 2018 e che riguarda appunto la libertà di internet in termine anche di copyright. Entrando nel sito, troveremo  ciò che in questa immagine è rappresentato.


Un provvedimento del genere, limiterebbe ciò che è già palesemente limitato nel mondo del web, dove troviamo piattaforme social che hanno della libertà informatica il loro regime di battaglia, e chi si occupa d’informazione prettamente detta, si trova vincolata da regolamenti nazionali, europeisti e internazionali che bloccano il senso più puro del termine “informazione”.
Alessandro Bagnato
Esperto in Social Media Marketing e Comunicazione
Dott. In Filosofia e Scienze Umane
Founder  di BlogConnection
Email: info@blogconnection.it
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Wikipedia oscura il suo sito...


La Comunità Europea decide di fare un cambiamento.
Wikipedia non accetta le nuove misure sulla libera informazione.

Siamo tutti profondamente connessi nel mondo, e nessuno di noi si preoccupa dell’utilità dell’informazioni che si vanno a recuperare, o a cercare, nel grande limbo dell’online e ovviamente del web. Libere informazioni create da un algoritmo che ha reso la reperibilità delle notizie a portata di tutti. Ma queste notizie, sono sempre dettate dal quel senso di verità?


Scopriamolo insieme…

Tecnicamente la reperibilità delle informazioni è ormai e quasi un gioco da ragazzi, e molte notizie sono a portata di tutti con una tale semplicità che a volte spaventa. Nel web, si possono trovare le più svariate informazioni ed è un contenitore che ha anche un senso sociale, vale a dire, chi cerca le notizie sul web e si ferma alla prima lettura, crede che quest’ultime siano vere.

Il senso di verità, quell’elemento cercato anche sin dall’antichità dai filosofi, o dall’attuali pensatori, non è ricercabile attraverso una semplice lettura di un documento su internet, ma essa può essere ravvisata però in un equilibro di libertà. Il web oltre a dare un senso di verità alle notizie, alle cose, per chi ogni giorno fa alla ricerca di fonti, è anche una valvola di libertà, che ha sancito la nascita anche di nuove forme di comunicazione, come siti, blog, e giornali d’informazioni che si occupano principalmente di dare news in tempo reale agli utenti.

In questo nuovo mondo, però esistono delle nette divergenze tra chi ha un blog, un sito, o un giornale registrato al tribunale della Regione e Provincia di pertinenza della sede legale dello stesso, con chi non fa informazione ma offre la possibilità di connettersi con il mondo. E qui mi viene in mente di mettere a confronto “Wikpedia” e, ad esempio, “Facebook”. Su quest’ultimo, si può leggere qualsiasi tipo di informazione, notizie che non sono controllate e ne filtrate, ma poiché si trovano in nel contenitore, sono ritenute  verità assolute, e chiunque può scrivere sul suo profilo qualsiasi tipo di commento o di informazione, utilizzando un percorso di libera concessione della piattaforma.  Al contrario, contenitori, come nel caso di questo blog, ossia, “Blog Connection”, non possono percepire questa stessa sensazione, ma devono attenersi alle leggi che la “Comunità Europea” impone, bloccando la libera e sacrosanta informazione.

Per questa ragione, Wikpedia ha deciso di oscurare anche in Italia, il suo canale d’informazione online, per protestare contro le prossime norme che la Comunità Europea, dovrebbe approvare nel Parlamento di Bruxelles, sulla libera informazione.  Un provvedimento che sarà deciso il 5 luglio del 2018 e che riguarda appunto la libertà di internet in termine anche di copyright. Entrando nel sito, troveremo  ciò che in questa immagine è rappresentato.


Un provvedimento del genere, limiterebbe ciò che è già palesemente limitato nel mondo del web, dove troviamo piattaforme social che hanno della libertà informatica il loro regime di battaglia, e chi si occupa d’informazione prettamente detta, si trova vincolata da regolamenti nazionali, europeisti e internazionali che bloccano il senso più puro del termine “informazione”.
Alessandro Bagnato
Esperto in Social Media Marketing e Comunicazione
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