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Qual'è il senso della natura...

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La natura è una variabile impazzita.
Non siamo ancora in grado di calibrare la sua forza, la sua bellezza.


Grazie alla sua effimera bellezza, la natura ci permette di navigare all'interno di paesaggi che forse vediamo o immaginiamo, soltanto nei nostri sogni. Immagini che ci permettono di entrare nel linguaggio anche della "digital comunication", ed immagini che ci fanno all'atto stesso, rimanere a bocca aperta. Oggi parleremo di questo e spero di riuscire a cogliere la tua attenzione su un argomento che mi sta molto a cuore.



Come fa notare l'immagine presente in questo articolo, ogni giorno la natura ci permette di osservare la sua effimera bellezza ed anche la sua straordinaria forza. Del resto, un grande pensatore, come Micheal Montaigne, altissimo letterato francese, nel suo capolavoro "Essays", traducibile dal francese all'italiano con "Saggi", ci fa notare già nel 1500 che l'uomo non potrà mai arrivare neanche tra tre mila anni ad avere la stessa forza della natura.

Concedimi il lusso di poter dire che in ciò non v'è nulla da dire, e nonostante siano passati diversi anni e secoli da quel suo magnifico capolavoro, che anche per cultura personale potresti leggere, questo aspetto della vita dell'uomo è rimasto per usare un titolo di un format televisivo in voga sulle reti Rai, condotto da Carlo Conti, "Tale e quale".

Come si rapporta questo fenomeno nell'era della "digital comunication", mi chiedo?
Qui non posso dare una riposta concreta ed esaustiva dato che si tratta di un argomento che ha suscitato interesse su molti studiosi di questi fenomeni, e i saggi, i libri, le ricerche e testimonianze sin qui avute, non sono bastate per colmare il "gap", il divario tra la natura e l'essere umano in generale. Ancora oggi, si scrivono pagine su pagine su uno dei principi fondamentali anche per i Filosofi della prima ora che sin da subito hanno buttato la loro attenzione sulla discrepanza esistente tra la natura e l'uomo, nonostante sia egli stesso, parte integrante della natura, si ciba di essa ma non riesce a condividerne forza e capacità, ma può solo cercare di immaginarlo.

Nonostante l'era digitale, e nonostante la possibilità di cogliere in una foto, in uno scatto, ogni piccolo gesto che facciamo osservando la natura, riusciamo solo a fare post e selfie che documentano l'azione che in quell'attimo stiamo compiendo, e niente più. Lo facciamo, oserei dire, con naturalezza, e non riusciamo ancora oggi a comprendere la reale forza di ciò che osserviamo e vediamo con i nostri occhi. La natura. con un semplice sguardo, ci permette di sognare, di immaginare, di ipotizzare qualcosa nella nostra mente, e quell'immagine che ci fa perdere il fiato per la sua eccezionale magnificenza, e noi non potremmo mai dargli lo stesso risultato, anzi, ci accontenteremo di pubblicare sui i social che utilizziamo, le foto dei posti che visitiamo o delle cose che vediamo, giusto per accaparrare qualche "like" e qualche "follower".

Questo, a mio avviso, ci deve far riflettere più di qualsiasi altro aspetto considerabile.

Alessandro Bagnato
Esperto in Social Media Marketing e Comunicazione
Dott. In Filosofia e Scienze Umane
Curatore di BlogConnection

Email: info@blogconnection.it






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La natura è una variabile impazzita.
Non siamo ancora in grado di calibrare la sua forza, la sua bellezza.


Grazie alla sua effimera bellezza, la natura ci permette di navigare all'interno di paesaggi che forse vediamo o immaginiamo, soltanto nei nostri sogni. Immagini che ci permettono di entrare nel linguaggio anche della "digital comunication", ed immagini che ci fanno all'atto stesso, rimanere a bocca aperta. Oggi parleremo di questo e spero di riuscire a cogliere la tua attenzione su un argomento che mi sta molto a cuore.



Come fa notare l'immagine presente in questo articolo, ogni giorno la natura ci permette di osservare la sua effimera bellezza ed anche la sua straordinaria forza. Del resto, un grande pensatore, come Micheal Montaigne, altissimo letterato francese, nel suo capolavoro "Essays", traducibile dal francese all'italiano con "Saggi", ci fa notare già nel 1500 che l'uomo non potrà mai arrivare neanche tra tre mila anni ad avere la stessa forza della natura.

Concedimi il lusso di poter dire che in ciò non v'è nulla da dire, e nonostante siano passati diversi anni e secoli da quel suo magnifico capolavoro, che anche per cultura personale potresti leggere, questo aspetto della vita dell'uomo è rimasto per usare un titolo di un format televisivo in voga sulle reti Rai, condotto da Carlo Conti, "Tale e quale".

Come si rapporta questo fenomeno nell'era della "digital comunication", mi chiedo?
Qui non posso dare una riposta concreta ed esaustiva dato che si tratta di un argomento che ha suscitato interesse su molti studiosi di questi fenomeni, e i saggi, i libri, le ricerche e testimonianze sin qui avute, non sono bastate per colmare il "gap", il divario tra la natura e l'essere umano in generale. Ancora oggi, si scrivono pagine su pagine su uno dei principi fondamentali anche per i Filosofi della prima ora che sin da subito hanno buttato la loro attenzione sulla discrepanza esistente tra la natura e l'uomo, nonostante sia egli stesso, parte integrante della natura, si ciba di essa ma non riesce a condividerne forza e capacità, ma può solo cercare di immaginarlo.

Nonostante l'era digitale, e nonostante la possibilità di cogliere in una foto, in uno scatto, ogni piccolo gesto che facciamo osservando la natura, riusciamo solo a fare post e selfie che documentano l'azione che in quell'attimo stiamo compiendo, e niente più. Lo facciamo, oserei dire, con naturalezza, e non riusciamo ancora oggi a comprendere la reale forza di ciò che osserviamo e vediamo con i nostri occhi. La natura. con un semplice sguardo, ci permette di sognare, di immaginare, di ipotizzare qualcosa nella nostra mente, e quell'immagine che ci fa perdere il fiato per la sua eccezionale magnificenza, e noi non potremmo mai dargli lo stesso risultato, anzi, ci accontenteremo di pubblicare sui i social che utilizziamo, le foto dei posti che visitiamo o delle cose che vediamo, giusto per accaparrare qualche "like" e qualche "follower".

Questo, a mio avviso, ci deve far riflettere più di qualsiasi altro aspetto considerabile.

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