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La musica è dominata dallo streaming.

L’ambiente del 2018, ci presenta un mondo che sino a poco tempo fa, non era quanto meno immaginato e neanche ipotizzato da nessuno. Credo che neanche il grandissimo Nostradamus,  poteva immaginarsi un mondo, un globo, una terra, per come la documentiamo oggi con i suoi pregi e i suoi difetti. Una situazione che ha portato così, ha creare delle modifiche che in chiave “digital comunication”, sono veramente perforanti.

Nel post di oggi, data anche la mia passione per la musica, e soprattutto per la radio, ti voglio parlare del fenomeno di questi nostri anni, ossia, della possibilità grazie allo “streaming” di farsi strada anche in un mondo come quello dell’industria musicale che ha fatto fatica per moltissimi anni a sfornare, scusami per l’uso del termine, talenti. 

Detto questo, è dopo aver fatto le premesse del caso, siamo a pronti ad entrare nel labirinto di questo articolo, che ha solo un reale scopo, quello di far notare come siamo cambiati e come sia cambiato il mondo che ci circonda.


INIZIAMO….

In un tempo non tanto lontano da quello attuale, per farsi strada nell’ambiente musicale avevi pochissime possibilità, ed erano, queste ancorate a un percorso che era a volte tortuoso, sino a quando non si riusciva a trovare il varco giusto per arrivare tra il grande pubblico. Quindi, si facevano i classici piano bar, che al dire il vero ci sono anche oggi, le feste private, feste di paese, e poi si cercava di farsi vedere da qualche produttore musicale per farsi aprire le porte del sognato successo. Sino al cima, alla vetta, arrivavano in pochi, e quei pochi che raggiungevano il successo, era destinati ad entrare nel cuore di tutti gli amanti della musica. In Italia, abbiamo grandi esempi di questo genere, di artisti che ancora oggi, nonostante il “digital”, e nonostante lo “streaming”, vendono di più rispetto a chi si affaccia per la prima volta al grande pubblico. Basta pensare a: Gianni Morandi, Claudio Baglioni, Mina, Celentano, e ecc… tutti quei grandi artisti che hanno segnato e fatto sognare intere generazioni, ed ancora le loro “hit”, per dirla in termini moderni, nelle feste, e nei Karaoke, sono quelle più gettonate. 


E oggi….
Beh..sono lontani quei tempi, oggi bastano pochi gesti ma bisogna farli lavorare a dovere. Basta crearsi un account su “youtube”, una pagina ufficiale su “facebook”, un profilo “instragram”, per iniziare a far sentire la propria voce. Youtube, è lo strumento di Google, più perforante dei nostri giorni. Riuscire ad avere tantissime visualizzazioni su di esso, da una parte è sinonimo di aumento di fatturato, perché la stessa app, versa un corrispettivo in denaro, superato un certo numero di visualizzazioni del tuo contenuto, e da una parte, questi numeri, fanno credere al mondo quanto quest’ultimo è perforante.  Naturalmente, sono numeri che non parlano di un assoluta qualità perché per riuscire ad ottenere milioni di visualizzazioni è veramente breve il percorso da fare. Soprattutto nell’ambiente moderno, dove le nuove generazioni, sono perfettamente connessi con il mondo, e sempre con lo smartphone in mano, e sempre pronti a passarsi un video dopo l’altro, e questo diventa virale. Dandogli la possibilità di raggiungere quella notorietà non inattesa.

Ma com’è cambiato il percorso a oggi?
Nell’epoca che stiamo vivendo, ogni mossa che viene attuata, a maggior ragione nel mondo variegato come quello del web, ha una sua chiave di marketing e di studio effettuato in prima analisi. Tutto ciò che vediamo non nasce per caso, ma anche chi si butta alle prime armi, grazie alle informazioni che su questo aspetto ci sono nel web, può lavorare per entrare nel cuore del pubblico. Le misure sono prese prima e vengono effettuate in maniera mirata per ottenere quei numeri che possono fare entrare l’artista nell’ottica del grande pubblico e dei riflettori nazionali. Poi bisogna vedere, se quest’ultimo sia in grado di rimanere sulla cresta dell’onda, oppure, se perderà tutto ciò che ha conquistato.
A maggior ragione, quanti artisti, abbiamo visto apparire nei grandi riflettori come la tv e la radio, ma quanti ne abbiamo visto sparire subito dopo pochi mesi, vuoi per scelte sbagliate, o vuoi anche perché il secondo singolo, non ha gli effetti del primo singolo, che ha regalato dischi di platino e partecipazioni ai festival come il “Wind Music Arwards”,  andato in onda in queste sere sulle reti  Rai.


Qual è il punto?
Il punto finale, di questo post, è ravvisabile sul fatto che stiamo noi stessi a rendere grande chi si affaccia per la prima volta nell’ambiente della musica, rendendolo un imperatore, senza che lui si renda conto di quello che gli sta accadendo, da un certo punto di vista. Ma da un altro punto di vista, sappiamo che sono mosse studiate a tavolino che però devono trovare un fondamento continuo, e questo fondamento, siamo noi a darlo con le visualizzazioni su youtube, e anche con lo scaricare sui nostri dispositivi l’mp3 delle canzoni, dei brani, delle hit, che vogliamo ascoltarci, e una volta che un brano diventa virale, vuoi o non vuoi, entra anche nella testa di chi sino a un attimo prima non sapeva neanche che esistesse quell’artista quel brano.
Un mondo questo, che ha dato la possibilità a tutti di far sentire la propria voce, ha liberato i confini e a oggi, come possiamo vedere, è semplice raggiungere il successo, ma da un altro lato la qualità che una volta era top, si è po’ persa, a discapito della ricerca della vendita  a tutti gli effetti, e alla ricerca dello streaming con più click. E tutto questo non può essere un bene per la musica, non credi?

Alessandro Bagnato
Esperto in Social Media Marketing e Comunicazione
Dott. In Filosofia e Scienze Umane
Founder  di BlogConnection

Email: info@blogconnection.it


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La musica è dominata dallo streaming.

L’ambiente del 2018, ci presenta un mondo che sino a poco tempo fa, non era quanto meno immaginato e neanche ipotizzato da nessuno. Credo che neanche il grandissimo Nostradamus,  poteva immaginarsi un mondo, un globo, una terra, per come la documentiamo oggi con i suoi pregi e i suoi difetti. Una situazione che ha portato così, ha creare delle modifiche che in chiave “digital comunication”, sono veramente perforanti.

Nel post di oggi, data anche la mia passione per la musica, e soprattutto per la radio, ti voglio parlare del fenomeno di questi nostri anni, ossia, della possibilità grazie allo “streaming” di farsi strada anche in un mondo come quello dell’industria musicale che ha fatto fatica per moltissimi anni a sfornare, scusami per l’uso del termine, talenti. 

Detto questo, è dopo aver fatto le premesse del caso, siamo a pronti ad entrare nel labirinto di questo articolo, che ha solo un reale scopo, quello di far notare come siamo cambiati e come sia cambiato il mondo che ci circonda.


INIZIAMO….

In un tempo non tanto lontano da quello attuale, per farsi strada nell’ambiente musicale avevi pochissime possibilità, ed erano, queste ancorate a un percorso che era a volte tortuoso, sino a quando non si riusciva a trovare il varco giusto per arrivare tra il grande pubblico. Quindi, si facevano i classici piano bar, che al dire il vero ci sono anche oggi, le feste private, feste di paese, e poi si cercava di farsi vedere da qualche produttore musicale per farsi aprire le porte del sognato successo. Sino al cima, alla vetta, arrivavano in pochi, e quei pochi che raggiungevano il successo, era destinati ad entrare nel cuore di tutti gli amanti della musica. In Italia, abbiamo grandi esempi di questo genere, di artisti che ancora oggi, nonostante il “digital”, e nonostante lo “streaming”, vendono di più rispetto a chi si affaccia per la prima volta al grande pubblico. Basta pensare a: Gianni Morandi, Claudio Baglioni, Mina, Celentano, e ecc… tutti quei grandi artisti che hanno segnato e fatto sognare intere generazioni, ed ancora le loro “hit”, per dirla in termini moderni, nelle feste, e nei Karaoke, sono quelle più gettonate. 


E oggi….
Beh..sono lontani quei tempi, oggi bastano pochi gesti ma bisogna farli lavorare a dovere. Basta crearsi un account su “youtube”, una pagina ufficiale su “facebook”, un profilo “instragram”, per iniziare a far sentire la propria voce. Youtube, è lo strumento di Google, più perforante dei nostri giorni. Riuscire ad avere tantissime visualizzazioni su di esso, da una parte è sinonimo di aumento di fatturato, perché la stessa app, versa un corrispettivo in denaro, superato un certo numero di visualizzazioni del tuo contenuto, e da una parte, questi numeri, fanno credere al mondo quanto quest’ultimo è perforante.  Naturalmente, sono numeri che non parlano di un assoluta qualità perché per riuscire ad ottenere milioni di visualizzazioni è veramente breve il percorso da fare. Soprattutto nell’ambiente moderno, dove le nuove generazioni, sono perfettamente connessi con il mondo, e sempre con lo smartphone in mano, e sempre pronti a passarsi un video dopo l’altro, e questo diventa virale. Dandogli la possibilità di raggiungere quella notorietà non inattesa.

Ma com’è cambiato il percorso a oggi?
Nell’epoca che stiamo vivendo, ogni mossa che viene attuata, a maggior ragione nel mondo variegato come quello del web, ha una sua chiave di marketing e di studio effettuato in prima analisi. Tutto ciò che vediamo non nasce per caso, ma anche chi si butta alle prime armi, grazie alle informazioni che su questo aspetto ci sono nel web, può lavorare per entrare nel cuore del pubblico. Le misure sono prese prima e vengono effettuate in maniera mirata per ottenere quei numeri che possono fare entrare l’artista nell’ottica del grande pubblico e dei riflettori nazionali. Poi bisogna vedere, se quest’ultimo sia in grado di rimanere sulla cresta dell’onda, oppure, se perderà tutto ciò che ha conquistato.
A maggior ragione, quanti artisti, abbiamo visto apparire nei grandi riflettori come la tv e la radio, ma quanti ne abbiamo visto sparire subito dopo pochi mesi, vuoi per scelte sbagliate, o vuoi anche perché il secondo singolo, non ha gli effetti del primo singolo, che ha regalato dischi di platino e partecipazioni ai festival come il “Wind Music Arwards”,  andato in onda in queste sere sulle reti  Rai.


Qual è il punto?
Il punto finale, di questo post, è ravvisabile sul fatto che stiamo noi stessi a rendere grande chi si affaccia per la prima volta nell’ambiente della musica, rendendolo un imperatore, senza che lui si renda conto di quello che gli sta accadendo, da un certo punto di vista. Ma da un altro punto di vista, sappiamo che sono mosse studiate a tavolino che però devono trovare un fondamento continuo, e questo fondamento, siamo noi a darlo con le visualizzazioni su youtube, e anche con lo scaricare sui nostri dispositivi l’mp3 delle canzoni, dei brani, delle hit, che vogliamo ascoltarci, e una volta che un brano diventa virale, vuoi o non vuoi, entra anche nella testa di chi sino a un attimo prima non sapeva neanche che esistesse quell’artista quel brano.
Un mondo questo, che ha dato la possibilità a tutti di far sentire la propria voce, ha liberato i confini e a oggi, come possiamo vedere, è semplice raggiungere il successo, ma da un altro lato la qualità che una volta era top, si è po’ persa, a discapito della ricerca della vendita  a tutti gli effetti, e alla ricerca dello streaming con più click. E tutto questo non può essere un bene per la musica, non credi?

Alessandro Bagnato
Esperto in Social Media Marketing e Comunicazione
Dott. In Filosofia e Scienze Umane
Founder  di BlogConnection

Email: info@blogconnection.it


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